2.9 - Una rete nel cervello

I più recenti studi sul cervello, condotti da neuroscienziati come Damasio, Dennet e Edelman, mostrano che nel cervello non vi è nulla di simile ad una cabina di regia localizzata. Il modello della mente che sta emergendo da queste ricerche è un sistema complesso a rete in cui abbiamo dei neuroni che non sono dotati di competenze specifiche, mentre le abilità nascono dalle sinapsi, cioè dallo scambio di informazioni tra i neuroni medesimi.

Da qui nasce l’idea, chiamata da Dennet "darwinismo interpretativo", secondo la quale la "coscienza" non ha niente in comune con il discorso unilineare, rigoroso e consequenziale. Si tratta invece di un sistema complesso, polivalente e articolato, in cui hanno la meglio ambivalenza e eterogeneità. Questo sistema si compone di narrazioni e ramificazioni, che corrispondono al gioco casuale della possibilità e della contingenza, mentre riescono a raggiungere la coscienza solamente i racconti che riescono a "mettere d’accordo" la maggioranza delle aree del cervello: è solo dopo questa selezione che possono emergere un percorso e una linea di sviluppo.

Se applichiamo questo modello al passaggio dalle informazioni-stimolo alle informazioni-significato si assiste al fenomeno del "darwinismo interpretativo". All’interno dell’apparato percettivo e cognitivo del soggetto sono simultaneamente presenti diversi processi, ciascuno dotato di una propria "lettura" della realtà: è all’interno di questa ampia gamma di possibili alternative che avviene la selezione della strada interpretativa ritenuta più efficace, ovvero più adatta a interagire con gli stimoli.

Il "darwinismo interpretativo" contempla dunque la possibilità di mantenere compresenti e selezionare più strade interpretative concorrenti: con questo siamo in grado di spiegare la variabilità dei punti di vista personali. In un certo momento un modo di funzionare è egemone rispetto agli altri, ma se poi le risposte dell’ambiente richiedono un adattamento allora quella struttura a rete viene abbandonata e ne subentra un’altra.

La nostra scienza si nutre delle domande che poniamo alla natura. Ma è anche vero che le risposte sono condizionate dal come vengono poste le domande. La palla rimbalza ancora una volta sul modo in cui funzionano le reti cerebrali.

"Il cervello umano, che ha approssimativamente un volume di mezzo litro, abbraccia uno spazio di possibilità cognitive e concettuali che supera, per almeno un ordine di grandezza, l’intero universo astronomico. Il cervello possiede questa impressionante caratteristica perché sfrutta le possibilità combinatorie dei suoi cento mililardi di neuroni nelle loro reciproche connessioni sinaptiche: centomila miliardi."

Gli aggiustamenti delle connessioni sinaptiche sono in parte governati da fattori che riflettono l’eredità genetica dell’individuo e, in modo assai più determinante, sono guidati dall’esperienza unica che ogni bambino si trova ad affrontare: la sua educazione. Gli enormi cambiamenti connettivi che si verificano nel corso dell’apprendimento segnano una serie di rivoluzioni concettuali che non ha paragoni nella vita adulta.

L’edificazione del se’ coinvolge non solo la mente ma tutto il corpo nella continua evoluzione dei suoi stati autobiografici, della sua conoscenza del mondo, della sua autoconsapevolezza: è uno "stato biologico ripetutamente ricostruito" .

"La scienza cognitiva guarda all’intelligenza come alla capacità di manipolare strutture di simboli, nei quali risiede l’informazione da elaborare. I simboli costituiscono le unità di base della mente e dell’intelligenza e gli esempi più significativi di sistemi fisici sono costituiti dagli esseri umani e dai calcolatori. L’atto del pensare, in generale, non implica soltanto la manipolazione di oggetti e simboli arbitrari, ma richiede la manipolazione di simboli dotati di una struttura particolare. La mente umana pensa (in parte) costruendo un qualche tipo di modello del suo ambiente, un modello del mondo’, che con il mondo ha solo qualche tipo di relazione sistemica"


Indice Tesi Master Andrea Mameli