2.7 - Visione e lettura nel multimedia

Da questo punto di vista il problema della multimedialità non è solo un problema di combinazione o di accostamento di linguaggi e formati differenti all’interno di un unico testo, in quanto richiede uno sforzo di integrazione che deve essere condotto una volta note le caratteristiche dei diversi tipi di linguaggio che interagiscono. Inoltre occorre affrontare e risolvere il problema dell’eventuale autonomia di ciascuno di essi e del reperimento di una loro base comune che permetta appunto di dare un preciso significato al concetto di integrazione tra formati e tra linguaggi differenti.

Da questo punto di vista il problema della multimedialità e dell’ipertestualità non è semplicemente un problema di articolazione o di rimandi circolari in un medesimo linguaggio o di costruzione di catene tra linguaggi differenti, ma è un problema che richiede innanzitutto questo preliminare lavoro di comprensione dei livelli di competenza che sono soggiacenti: capire che tipo di competenza occorre per utilizzare il codice proposizionale, che tipo di competenza cognitiva invece è richiesto dall’uso del linguaggio iconico, come queste competenze possono essere fatte interagire per creare forme di competenza superiore, cioè che si giovino di quest’integrazione e di queste interazioni per far emergere qualcosa che è più della somma delle parti.

Qui sta il problema fondamentale dell’uso didattico dell’ipertestualità e della multimedialità: non si può pensare di poterne fare un uso didattico semplicemente fornendo testi che presentino un’articolazione linguistica complessa e articolata.

Bisogna invece indagare preliminarmente sul formato linguistico specifico presente all’interno dei testi integrati e del livello di competenza che ciascun livello richiede e che dev’essere quindi coltivato, non soltanto dall’insegnante ma da chi confeziona l’ipertesto o il pacchetto multimediale.

Pertanto, affinché si abbia una fruizione produttiva dal punto di vista della didattica ci dev’essere una chiara idea di dove si intende arrivare, ovvero di quale tipo di competenze si intendono far maturare. Questa consapevolezza dev’essere chiaramente presente in chi confeziona il materiale didattico, ma dev’essere fatta maturare anche presso gli insegnanti.

Non basta possederlo, il materiale multimediale: bisogna dire "badate che qui dietro c’è un problema teorico ben preciso che viene affrontato e risolto, e ci sono diverse scuole di pensiero", l’importante è sapere dove sono i nodi problematici, quali sono di conseguenza gli scopi che vanno affrontati e risolti nell’una e nell’altra ipotesi. Cioè sia che abbiano ragione i proposizionalisti sia che abbiano ragione i pittorialisti. I secondi, sottolineando l’autonomia del linguaggio iconico insistono sulla caratteristica spaziale delle immagini rispetto ai linguaggi proposizionali, insistono sul supporto, lo schermo, in cui l’immagine viene proiettata e insistono sul fatto che nelle rappresentazioni mentali c’è comunque un supporto di questo genere che magari è virtuale ma ben presente, un supporto virtuale in cui io proietto le rappresentazioni mentali esattamente come se mi trovassi di fronte ad una vera e propria immagine proiettata su uno schermo.


Indice Tesi Master Andrea Mameli