Ad Andrea Mameli il premio giornalistico Smau

Andrea Mameli ha vinto il premio giornalistico Smau (l'esposizione internazionale dell'Information and Communication Technology) per un articolo pubblicato sulla pagina della Scienza dell'Unione Sarda il 25 novembre dell'anno scorso (Quando a guidare il bisturi è la realtà virtuale). Giovane (ha appena 33 anni) ma con già un master in Comunicazione della scienza dopo la laurea in Fisica, Andrea Mameli è uno dei migliori ricercatori del CRS4 ed è da tempo profondo conoscitore di tutti i meccanismi delle nuove tecnologie. Ha dedicato il suo premio ad un bambino di Taranto, colpito da una grave malattia la cui cura venne trovata proprio grazie ad una mobilitazione telematica promossa dall'associazione Peacelink. Gli altri vincitori del premio sono Paolo Conti e Laura Chiaverri: si divideranno una borsa di studio del valore di 25 milioni da utilizzare entro un anno per soggiorni di studio presso editori europei all'avanguardia nell'utilizzo delle nuove tecnologie. Quel che più conta è che insieme agli articoli sono stati premiati i progetti presentati dai candidati per la realizzazione di un prodotto multimediale di divulgazione scientifica e tecnologica. Quello presentato da Andrea Mameli (reputato il migliore dalla commissione giudicatrice del concorso) riguarda un Cd rom, sito Web (cioè una casella su Internet) e libro illustrato, indirizzato ai bambini proprio per scoprire il computer e la telematica. Sono appunto loro, i bambini, (in Italia come in molte parti del mondo) i nuovi strateghi i più curiosi delle informazioni in una rete telematica che sta cambiando la faccia del mondo. Anche se la Sardegna non sembra essersene accorta. Non se ne accorse quando venne creata Video on line (la società poi venduta alla Telecom, soprattutto per un mancato impegno della Regione nel sostenere la struttura del gruppo Grauso) né quando prevede corsi regionali di formazione professionale (o corsi nelle scuole) che alla telematica dedicano poco spazio, soprattutto perché non intendono insegnare cos'è e come si usa ma solo camuffare migliaia di disoccupati con un effimero gettone di presenza che sposti nel tempo la loro rabbia.
O. S.

L'Unione Sarda, 25 giugno 1998, pagina della Cultura


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