La disponibilità di strumenti per l'elaborazione dell'informazione, con cui gli insegnanti interagisconocomputer e collegamenti telematici, in larga parte delle scuole italiane di ogni ordine e grado, può contribuire a cambiare le modalità con cui gli insegnanti interagiscono con gli studenti. Si assiste molto frequentemente, in questo particolare campo di applicazione, ad una inversione di competenze tra studenti ed insegnanti: gli studenti hanno maggiore dimestichezza rispetto ai propri insegnanti con gli strumenti. Quanto sovente capita che in un laboratorio di chimica un ragazzino al primo anno delle superiori si metta ad utilizzare beute ed agitatori meglio del proprio professore? Quasi mai. Quanto sovente, invece, il medesimo ragazzino sa utilizzare il computer meglio del proprio insegnante? Diciamo non proprio infrequentemente. Per questi motivi l'insegnante interessato, qualsiasi sia la sua materia, deve accettare la "sfida" che gli viene posta ed interpretarla nel modo corretto: modificando, in qualche misura, la maniera in cui insegna, sfruttando nel miglior modo possibile le nuove possibilità che vengono messe a disposizione. È proprio per sviluppare una conoscenza diffusa delle origini e delle caratteristiche tecniche di Internet che il CRS4 da tre anni svolge dei corsi di "alfabetizzazione telematica" per studenti delle scuole medie superiori. La presentazione razionale e circostanziata degli strumenti tecnologici vuole servire come punto di partenza per far comprendere che la diffusione capillare dell'accesso alle risorse della "società dell'informazione" non è solo un problema tecnologico ma soprattutto culturale. Cercare, quindi, di aiutare gli studenti ad immaginare quello che può esserne l'uso anche e soprattutto a scopi didattici, creando le premesse per un'utilizzazione in tal senso da parte dei propri insegnanti. Se l'obiettivo immediato è quello di dare un'idea di cosa sia Internet e quali siano i vantaggi che da ai suoi utilizzatori, uno scopo più a lungo termine sta nel creare, sia negli studenti che negli insegnanti che li accompagnano, la coscienza che comunque, per questi scopi, si sta solo parlando di uno strumento per la comunicazione di informazioni e, quindi, l'aspetto più importante non è tanto la conoscenza del mezzo quanto quella dei contenuti che può trasmettere.
Le origini del progetto
Le prime attività del CRS4 nel campo delle
tecnologie didattiche e della divulgazione scientifica risalgono al 1995, quando
i ricercatori del centro decisero di mettere a frutto i mezzi e le conoscenze di
cui disponevano per aiutare le scuole nella sperimentazione e nello sfruttamento
delle potenzialità di Internet: realizzazione di risorse didattiche
multidisciplinari, scambio di informazioni a distanza, reperimento di risorse
lontane per ricerche e approfondimenti. Il CRS4, in quel periodo curò
l'organizzazione di alcune iniziative: la formazione di un gruppo di studenti
del Liceo Scientifico Alberti di Cagliari finalizzata alla costituzione di un
sito web scolastico (primo in Italia interamente gestito dagli studenti); la
sperimentazione di un sistema di "Lavagna elettronica in rete" (Iperler) con
studenti della Facoltà di Medicina dell'Università di Cagliari per
l'apprendimento dell'anatomia; la realizzazione di una risorsa multimediale e
interattiva condivisa in rete (LibLab) frutto di una tesi di laurea in fisica,
sperimentata con alcuni studenti delle scuole superiori. Nell'estate del 1995 il
Dott. Riccardo Scateni coordinò l'istituzione di un corso di alfabetizzazione
telematica per le scuole superiori sarde ("Internet, avvisi ai naviganti") che
ha coinvolto finora oltre 2000 studenti provenienti da istituti superiori delle
quattro province sarde.
Il "Internet, avvisi ai naviganti"
corso si articola in quattro ore così
suddivise: una lezione teorica introduttiva di un'ora sulla storia e gli
strumenti della rete Internet e tre ore di esperienza diretta al computer.
Durante l'ultima parte, gli studenti hanno l'opportunità di sperimentare le
risorse telematiche, in particolare World Wide Web, posta elettronica e
comunicazioni sincrone (chat in tempo reale). La positiva ricaduta culturale,
testimoniata da numerosi riscontri forniti da studenti e insegnanti, si estende
in molti casi all'intera scuola e suscita il desiderio di approfondire
l'esperienza. Per molte scuole (comprese tre Medie accolte in via sperimentale)
si è trattato di un'occasione importante di approccio a tecnologie non ancora
diffuse negli attuali modelli didattici. Tecnologie che offrono un valido aiuto
al superamento dell'isolamento geografico rendendo possibile l'accesso a fonti
di informazione (testi, immagini, suoni) e opportunità di comunicazione.
Il
concetto di ipertesto viene presentato attraverso la metafora di un libro nel
quale ogni riferimento ad un argomento diventa un punto di partenza per una
nuova e più approfondita ricerca, e per cui sono superati i vincoli innalzati
dalla necessità di dover seguire necessariamente un filo logico sequenziale
stabilito a priori. Le peculiarità dell'ipertesto vengono successivamente
inquadrate nell'ambito del WWW, dove si amplificano e si concretizzano in primo
luogo per la possibilità di esplorare in tempo reale una qualunque risorsa
situata in luoghi distanti geograficamente, e grazie all'immediatezza dovuta al
rilevante contributo di grafica e animazioni e all'interattività ottenibile
mediante i moduli online (i cosiddetti FORM). Come accennato in precedenza, un
ruolo preminente nell'illustrazione degli strumenti di rete, è assegnato al
World Wide Web, quale risorsa che ha riunito insieme soluzioni esistenti e
tecnologie innovative in un'unica interfaccia di tipo ipertestuale.
Il "LibLab"
Nel ricchissimo Libro-Web, esteso all'intero pianeta e
intessuto di collegamenti ipertestuali, viene proposta una visita al LibLab, il
LIBro LABoratorio che, accanto a testo e grafica statici dei libri cartacei e
delle vecchie pubblicazioni elettroniche, offre la possibilità di sperimentare
immediatamente quanto viene illustrato. Ogni esperimento proposto nel testo
conosce una immediata realizzazione pratica grazie alle applicazioni interattive
presenti sul libro. Gli studenti già padroni delle nozioni fondamentali
dell'ottica geometrica e dei circuiti RLC hanno potuto effettuare una
sperimentazione diretta mediante le applicazioni Java del LibLab, e quindi
capire con immediatezza come si modifica, ad esempio, l'andamento dei raggi
luminosi al variare della posizione della sorgente o modificando il numero e le
caratteristiche delle lenti fra sorgente e oggetto, o come variano le
caratteristiche di un circuito risonante se si modifica la capacità di un
condensatore o una induttanza. Il vantaggio più immediato, rispetto ai classici
strumenti cartacei, risiede nella possibilità di variare i parametri
dell'esperimento con continuità e non secondo un campione stabilito a priori
dall'autore del testo, proprio come se si fosse in un laboratorio reale. Ad
esempio, per quel che riguarda il circuito RLC si può vedere chiaramente la
funzione svolta dai diversi componenti. Lo studente si concentra così sul
fenomeno e sulle leggi che lo governano piuttosto che sulle modalità di calcolo
e tracciamento dei dati. Gli studenti hanno apprezzato divertiti la nuova
esperienza, e i docenti hanno riconosciuto le potenzialità di questa nuova
risorsa, che offre ai ragazzi un laboratorio virtuale, con la peculiarità di
essere utilizzabile non solo sul computer della scuola ma anche su qualsiasi
calcolatore di casa connesso alla rete; permettere di "toccare" con mano quanto
studiato in teoria; essere un laboratorio aperto 24 ore su 24, qualità
apprezzabile per molte scuole tecnico-scientifiche, dove i laboratori sono
spesso in disuso per la presenza di attrezzature obsolete o non funzionanti.
Interattività , fruibilit&agrev; a distanza, semplicità d'uso e gradevolezza
presso gli studenti, fanno del LibLab un'esperienza estremamente positiva, che
può rappresentare un modello per la realizzazione di strumenti a supporto della
didattica. Ciò è tanto più significativo nel caso della fisica, dato che sovente
le carenze strutturali della scuola rappresentano un serio ostacolo alla piena
comprensione di concetti. Il laboratorio virtuale non sarà mai il sostituto del
laboratorio reale, ma solo il suo completamento. Piuttosto un sistema come il
LibLab può entrare in competizione con il libro e la lavagna. E se il
laboratorio reale manca, è meglio un laboratorio virtuale piuttosto che niente.