Il racconto del vecchio saggio

Voglio raccontarvi una storia, piccoli amici.
Sapete, quando non esisteva la televisione ma ogni casa, anche la più povera, aveva il caminetto, ogni sera si raccontavano delle fiabe o delle storie. Era molto bello, e si ripeteva dall'inizio della Civiltà Sarda, quando bambini, uomini, donne e anziani abitavano tante piccole case intorno ai grandi Nuraghi.
In quel tempo, le persone sfortunate erano tenute in grande considerazione: chi aveva bisogno d'aiuto trovava sempre il sostegno necessario per essere contento della propria vita. Adesso questa cosa la chiamano cooperazione o solidarietà.
Quando serviva qualcosa bastava chiederla agli anziani del villaggio che con la loro esperienzea spiegavano cosa fare, gli uomini e le donne offrivano ciò che potevano, le bambine e i bambini coordinavano le operazioni.
Una volta, nel villaggio di Mattamanna, Mayola si rivolse agli anziani nella disperata ricerca della cura per Ilixeddu, l'ultimo nato dei suoi bambini. Le rispose subito Janedda, la vecchina più esperta, spiegando quali erbe utilizzare: assenzu e pei de molenti. Poi Scamminau, il vecchio cercatore, indicò il luogo ove trovarle: Monte Tumba Tumba, Baingiu e Babai si offrirono per cercarle; Ddedda e Kokorra si incaricarono di preparare le tisane curative. Dopo due soli giorni tutto sembrava pronto per far guarire il piccolo Ilixeddu dalla terribile malattia che lo faceva sudare, tossire e tremare, ma i bambini del villaggio, riuniti nel consiglio del grande Leccio, si domandarono dove trovare le ciotoline e i piattini adatti a servire le tisane. Gli anziani esperti d'erbe, infatti, avevano suggerito di adoperare costumi con l'argilla: in essi, infatti, è presente una sostanza depurativa (la Montmorillonite) indispensabile al completamento della cura.
Si pensò subito di interpellare il più grosso allevatore di bestiame della zona, Susunkone, ma l'uomo, spilorcio come nessun altro, non volle prestare alcunché ai bambini del villaggio. Essi, sapendo che il tempo giocava a sfavore della vita di Ilixeddu, non si persero in chiacchiere: andarono alle pendici del Monte Trokku a raccogliere l'argilla, la portarono alla capanna dei giochi e prepararono tante striscioline, poi le plasmarono una accanto all'altra fino ad ottenere degli strati uniformi. Modellando pazientemente, ricavarono una serie di bellissimi krobekkus (piattini) e gottulus (ciotoline). Finalmente si poteva iniziare la terapia: dopo tre giorni di cure, che tennero il villaggio in apprensione, la vita di Ilixeddu fu salva e per festeggiare l'evento persino il ricco avaro, pentito offrì da mangiare per tutti. Fu una bellissima festa, con musica, canti e balli. Da quel giorno, i manufatti dei bambini vennero utilizzati per raccogliere ogni tipo di offerta per chi ne aveva bisogno.
Sembra una storia a lieto fine...
...ma tanti anni dopo arrivarono degli uomini cattivi e violenti, armati di frecce e spade. Il villaggio venne saccheggiato, gli abitanti fuggirono sulle montagne e i manufatti dei bambini furono distrutti!
Carissimi amici, il lieto fine lo dovrete scrivere voi: solo voi potete ricostruire i piattini e le ciotoline che i vostri antenati realizzarono per un nobile scopo e la follia e l'egoismo seppe frantumare.
Ma attenti, anche oggi dovete stare in guardia: c'è sempre qualcuno pronto a rubarvi i sogni, la storia, i ricordi...
... ora andate: il passato, il presente e il futuro sono nelle vostre mani!

Andrea Mameli

Mattamanna: grande albero
Mayola: coccinella
Ilixeddu: piccolo leccio
Janedda: fatina
Scamminau: instancabile camminatore
Tumba Tumba: rumore prodotto dalle teste degli agnellini che si scontrano per gioco
Bainzu: nome di persona (antico)
Babai: nome di persona (antichissimo)
Ddedda: balia
Kokorra: lumachina
Susunkone: gran spilorcio
Trokk: argilla
Montmorillonite: fillosilicato di alluminio, contiene Ferro, Sodio e Magnesio.
Assenzu: assenzio (Artemisa arborescens) e Pei de molenti: farfaraccio (Petasites officinalis) sono erbe spontanee dalle quali si ricava una tisana contro la febbre.

Racconto utilizzato in attività educative organizzate dall'Agesci in Sardegna, per bambine e bambini da 8 a 11 anni, nel 1994.

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